Far finta di essere un alga marina, insieme a Lui.

Inventare storie. Progettare la casa dei nostri sogni. Col tappeto più grande delle camere da letto.
Ascoltare la musica tra una spiegazione e l’ altra ( Ben Harper, Bollani o le filastrocche francesi)
Diventare un membro di spicco della comunità musulmana, una suora missionaria, un azionista estero di una grande multinazionale di biscotti.
Progettare, progettare, progettare … un pomeriggio di animazione con i bimbi , e ripassare il ciclo dell’ acqua, che chi se lo ricorda? e viverlo e diventare un esperta nell’ ambito ambientale.
Passare un pomeriggio a fare una caccia al tesoro estenuante , altri a fare ginnastica e rilassamento, e tanto Teatro …
Creare una struttura insieme che sia bella e originale , in costante contatto , armonia, equilibrio e movimento
Disegnare la propria strada. Conoscere se stessi .
Ed è così che mi sento : insieme in contatto, armonia, equilibrio, movimento .
Grazie a persone particolari, che mi fanno divertire grazie a Lui , che non è mai banale , grazie a quelli che facendo il lavoro più bello del mondo riescono a passarci la passione e ad insegnarci l’ entusiasmo. Il contatto , l’ equilibrio ma anche il costante movimento …
Mi sento così come quando si esprime un desiderio e questo si avvera.
Ancora meglio quando hai un sogno e vedi che ti stai muovendo nella sua stessa direzione.
Poi c’ è la vita sociale, tra aperitivi con cocktail sempre troppo forti , ritorni in bici sotto la pioggia e compleanni un po’ troppo caldi.
E un tipo abbastanza bello che rende quasi sopportabili anche le 3 ore al lavoro.
E soprattutto la patente.
Insomma sono Felice.
venerdì 5 giugno
Continuo a confondere quelli della Lega con degli ecologisti. E’ già la seconda volta.
La prima ho visto dei volantini colorati di verde, pensavo a qualche iniziativa in qualche parco ( deformazione professionale) così sono addirittura tornata indietro a farmelo dare, e quando ho scoperto con rammarico che era iniziata la campagna elettorale era ormai troppo tardi per tornare indietro e dire in che posto avrebbero potuto infilarsi quei volantini ...
e ho dovuto così arrangiarmi da sola al primo cestino.
Oggi però ci sono ricascata, il fatto è che venivano distribuiti sacchetti di plastica, ho pensato “bello io ho sempre bisogno di sacchetti di plastica” faccio per aprirlo e infilarci tutto quello che in borsa non ci stava più quando mi accorgo che la scritta “ vota lega nord” e " noi non compriamo dai clandestini" è più larga di tutto il sacchetto.
Non ho avuto il coraggio di adoperarlo però l’ ho tenuto e dopo quando, appena scesa dal treno, ovviamente ha ricominciato a piovere , il mio ombrellino rotto era ovviamente nella borsa che avevo lasciato a casa si è scatenato in me un piccolo dilemma ideologico ovvero era lecito utilizzare il mio tanto disprezzato sacchettino al fine di non bagnarmi, o dovevo rimanere coerente con me stessa e prendermi 2 gocce?
Dato che questa è la settimana delle scoperte sulla via del ritorno mi sono resa conto che domenica non voteremo solo per le europee e le amministrative, ma anche per la provincia …
Ora, non è che non lo sapessi, diciamo che lo avevo dimenticato.
L’ altra sera abbiamo fatto una riunione di famiglia per capire chi si sarebbe presentato alle europee dopo un ora di ricerche su internet ( ma i verdi si presentano con Vendola? E Diliberto con rifondazione? E questo chi sono ? ma c’ è lo sbarramento al 4 %? )e dopo la telefonata allo zio sindacalista, era venuto a tutti un gran mal di testa così avevamo chiuso la questione.
Il fatto è che da quando abbiamo consapevolmente smesso di guardare ogni sorta di telegiornale ( perché come ragionevolmente ha detto la Nannini a Fede il suo Tg fa ridere,anche gli altri in quanto a spunti comici non sono così da meno, e viene un po’ da piangere …) bisognerebbe cercare di informarsi in altri modi … ma il tempo e la voglia a volte mancano … così si cade in un puro e sano qualunquismo
e dimenticandosi di essere in campagna elettorale si accettano volantini di chiunque … ah la democrazia
La democrazia Giorgio Gaber
Dopo anni di riflessione sulle molteplici possibilità che ha uno Stato di organizzarsi sono arrivato alla conclusione che la democrazia è il sistema più democratico che ci sia.
Dunque, c'è la democrazia, la dittatura … e basta. Solo due. Credevo di più.
La dittatura in Italia c'è stata e chi l'ha vista sa cos'è, gli altri si devono accontentare di aver visto solo la democrazia.
Io, da quando mi ricordo, sono sempre stato democratico, non per scelta, per nascita. Come uno che quando nasce è cattolico, apostolico, romano. Cattolico pazienza, apostolico non so cosa vuol dire, ma romano io?!...
D'altronde, diciamolo, come si fa oggi a non essere democratici? Sul vocabolario c'è scritto che "democrazia" significa "potere al popolo". Sì, ma in che senso potere al popolo? Come si fa? Questo sul vocabolario non c é scritto.
Però si sa che dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. È nata così la "Democrazia rappresentativa" che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: "Lei non sa chi sono io!". Questo è il potere del popolo.
Ma non è solo questo. Ci sono delle forme ancora più partecipative. Il referendum, per esempio, è una pratica di "Democrazia diretta"... non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto. Solo che se mia nonna deve decidere sulla Variante di Valico Barberino-Roncobilaccio, ha effettivamente qualche difficoltà. Anche perché è di Venezia. Per fortuna deve dire solo "Sì" se vuol dire no, e "No" se vuol dire sì. In ogni caso ha il 50% di probabilità di azzeccarla. Ma il referendum ha più che altro un valore folkloristico perché dopo aver discusso a lungo sul significato politico dei risultati… tutto resta come prima e chi se ne frega.
Un'altra caratteristica fondamentale della democrazia è che si basa sul gioco delle maggioranze e delle minoranze. Se dalle urne viene fuori il 51 vinci, se viene fuori il 49 perdi.
Dipende tutto dai numeri. Come il gioco del Lotto.
Con la differenza che al gioco del Lotto, il popolo qualche volta vince, in democrazia... mai!
E se viene fuori il 50 e 50? Ecco, questa è una particolarità della nostra democrazia. Non c'è mai la governabilità.
È cominciato tutto nel 1948. Se si fanno bene i conti tra la Destra – DC, liberali, monarchici, missini… – e la Sinistra – comunisti, socialisti, socialdemocratici, ecc. – viene fuori un bel pareggio. Da allora è sempre stato così, per anni!
Eh no, adesso no, adesso è tutto diverso. Per forza: sono spariti alcuni partiti, c'è stato un mezzo terremoto, le formazioni politiche hanno cambiato nomi e leader. Adesso… adesso non c'è più il 50% a destra e il 50% a sinistra. C'è il 50% al centro-destra e il 50% al centro-sinistra. Oppure un 50 virgola talmente poco… che basta che uno abbia la diarrea che salta il governo.
Non c'è niente da fare. Sembra proprio che il popolo italiano non voglia essere governato. E ha ragione. Ha paura che se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittaturadi Sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di Destra. La dittatura di Centro invece... quella gli va bene.
Auguri!!!
Impossibile conciliare l' amore con l' inquietudine. Jaques mi richiamava alla realtà.
Le serate noi due soli sotto la lampada, i lilla, le rose, non erano per noi.
Noi eravamo troppo lucidi e troppo esigenti per riposarci nella falsa sicurezza dell' Amore.
Simone De Beauvoir
Da settimana prossima si balla sui tavoli. In discoteca ? No sul posto di lavoro.
La mia principale scherza, del resto è la stessa che oggi ci ha detto che potevamo decidere noi se oggi andare al lavoro o no . Se non avevamo nulla da fare ci consigliava di passare … altrimenti di trovarci un occupazione migliore per la serata. Io ovviamente ho allungato il ponte.
In fondo questa settimana è stata all’ insegna delle stranezze. Finita la mia primavera in anticipo mi appresto a vivere ancora questo momento di transizione, ma questa volta ho almeno una data.
Si ricomincia e stavolta ho ancora tutte le carte in mano da giocare
Altro giro , altra corsa … venghino signori venghino …!
Stranezze dicevo.
Ho dato il mio numero di cellulare ad una collega, ci siamo conosciute un sabato mattina, e tra una telefonata e l’ altra abbiamo scoperto di avere la stessa età. Da quel momento ci siamo trovate abbastanza simpatiche e abbiamo iniziato a sederci spesso vicino, fare le pause insieme.
Non potevo immaginare fosse una psicopatica ossessiva.
Mi manda 20 messaggi al giorno. Per lo più per dire le stesse cose. Se non rispondo me ne manda altri venti dicendo … sei arrabbiata? Perché non rispondi? … hai finito il credito?
Credo che i miei sospettino che mi sia fidanzata poiché era da tanto che il mio cellulare non suonava così assiduamente. Niente di più sbagliato.
Per rimanere in tema ho mandato un messaggio in facebook a un po’ di miei amici soprattutto lontani per chiedere chi voleva darmi il suo numero di cellulare, per un indagine statistica che avremmo dovuto fare per lavoro.
Un tizio che non vedevo da mesi , e con cui non ho avuto un rapporto se non formale di supposta simpatia reciproca inizia ad pseudo- insultarmi, pubblicamente . (???)
Gli esprimo la mia perplessità.
Mi dice che scherzava e non mi faceva così permalosa. (??????)
Continua a pseudo- insultarmi … (??????????)
Conclusioni della settimana:
Non dare numeri di cellulare a gente che non conosci ancora bene, anche se sono colleghe della tua stessa età.
Non chiedere numeri di cellulare di gente che hai conosciuto, e soprattutto non farlo tramite discussione in facebook,.
Non mangiare troppe patatine in pacchetto a pranzo che dopo danno acidità di stomaco. ( questo non centra ma ogni volta ci ricasco … son troppo golosa)
Insomma è proprio vero “ Da tempo e mare non si impara niente”
Io dal tempo imparo poco , domani parto per il mare e si vedrà …
Inizialmente non ci avevo fatto caso.
Mi guardo allo specchio del bagno del mio, ancora per poco, luogo di lavoro … e mi chiedo ma perché proprio oggi ho deciso di venire al lavoro in pigiama???
Mi maledico perché i miei vecchi pantaloni blu, e quella maglietta rosso, rosa ( che tanto assomiglia ad un pigiama) mi sembravano più che adeguati per quel noioso pomeriggio di lavoro ( voglia pari a zero) da passare al telefono con persone che mai incontrerò.
Adeguati anche per scambiare qualche battuta, quasi sicuramente con accenni storici - politici con il mio collega, ( vestito sicuramente peggio di me), qualche pettegolezzo con la mia compare Livia ( ma secondo te Giorgio è gay? ) o per parlare con il ragazzo laureato in scienze politiche ( che sembra uscito direttamente dagli anni 70)!
Questo avevo pensato nell’ uscire di casa.
Inizio a cambiare idea però nel momento che incrocio gli occhi azzurrissimi del ragazzo seduto vicino a me, e mentre tra una telefonata e l’ altra chiacchiero con la ragazza che ride sempre, non posso fare a meno di chiedermi se non sto per cadere come al solito nell’ abisso degli “errori di valutazione”
dove un errore tira l’altro … eppure non posso far a meno di sorridergli e dargli ragione su una cosa peraltro scontata.
Ovviamente poi sparisce nel nulla.
Vane saranno poi le mie speranze di fare almeno il tragitto fino alla metro insieme.
Mi ritrovo invece a farlo come al solito con il mio ex compagno delle medie, ( da precisare uno tra i più sfigati della scuola, ovviamente senza offesa dato che quel primato ci riguardava un po’ tutt in quegli anni lì ) Insomma una però di quelle persone che non smaniavo dalla voglia di rincontrare, dopo anni e anni, in cui quel tempo era caduto nell’ oblio. Dove non arriva facebook … arriva il destino.
Forse dovrò arrendermi all’ evidenza. Fare ore di chiacchierate di circostanza, sulla metro gialla( dove fra l’ altro devi urlare), con gli amici Sfigatelli e continuare a sognare sconosciuti dagli occhi azzurrissimi, tra una telefonata e l’ altra.
Nonostante tutto però sono quasi felice.
Povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto...

Rinunce. Con o senza i . Non importa.
Scelte sbagliate? Quasi sicuramente. Scelte. Con o senza i.
Sogni ? Speranze?
Realismo? Il tema della settimana. Al punto che …
non ho nessuna voglia di parlarne!
Tutto il resto bene. Ma cos’ è il resto?
Cosa ti ha detto?
Probabilmente si.
Ma tu lo sai che quando Dany dice “ probabilmente si” vuol dire sicuramente no??!
( la saggezza dei più anziani)
Quest’ intervista non ha nessuno scopo. ( lapsus freudiano 1)
Ma sei fidanzata? No però c’è uno che mi piace, un amico di mio fratello, più grande di me … secondo te sono troppi gli anni di differenza ..?
Non lo so dipende dalla persona. Ma lui ricambia?
Questo non lo so una volta però mi ha detto che ero bella … ( carina lei … )
Ma questa è una telefonata seria?
Beh si … dipende da cosa si intende per seria …
Noooo scusa … è che pensavo fossi mia figlia! ( vabbé! )
L’ ho sempre saputo. O almeno sospettato da tempo. Ma in questi giorni ne ho avuto la riconferma.
E’ tutto già scritto nel grande disegno dei cieli. Il Grande Sadico Celeste, (se esiste qualcuno lassù nell’ infinito, non può non avere questo nome che un grande scrittore, un giorno gli affibbiò) colui che tutto sa e tutto vede, ci guarda dall’ alto, agire fare le nostre scelte … e poi si fa grosse risate.
Oramai sto iniziando a credere nella predestinazione.
Ho una specie di teoria. L’ aldilà deve essere pieno di sceneggiatori. Alcuni bravi altri meno, specializzati ognuno nel proprio genere.
I copioni delle nostre vite sono già tutti stati scritti al momento del nostro concepimento e ora sono in un archivio che si apprestano a essere vissuti giorno per giorno.
Se non i copioni per intero almeno i canovacci.
Il mio probabilmente lo ha scritto un artista fallito. Uno di quelli che si davano arie di grandi Autori. Probabilmente in passato aveva scritto storie appassionanti, forse la vita di un grande leader della sinistra, quando ancora questa non era una razza in estinzione, forse l’ inventore di qualcosa di straordinaria importanza, o semplicemente la storia di una delle ultime persone da saldi principi.
Poi arrivarono gli inizi degli anni Ottanta e i tempi stavano per cambiare. La liberalizzazione del mercato, la concorrenza spietata, il disimpegno padroneggiante ovunque, la fine delle avanguardie.
Per vivere anche lì nel regno dei cieli bisogna saper scendere a compromessi.
E così il mio sceneggiatore, come molti altri, si ritrova a scrivere le avventure di una ragazza del 2000 qualsiasi che abita nell’ hinterland di Milano. Storia per lui non appassionante che deve arricchire con assurdi colpi di scena e battute dozzinali e storie d’ amore non corrisposte.
Mi sembra di vederlo, lui, il grande autore, che prova ad inserire qualcosa di serio, momenti filosofici e di alto livello culturale ma che vengono censurati poiché non arrivano al Grande Pubblico.
Lui che voleva fare un film d’ Autore,vincere ai festival dei film impegnati, che si ritrova invece a scrivere il copione per l’ultimo kolossal demenziale dell’ anno o per una noiosa telenovela, o per una sit com che non fa poi così ridere.
Ecco si, probabilmente è andata così,
queste banalità non si spiegano se non con un pessimo senso dell’ umorismo
Il resto nelle prossime puntate …
Io non ho parole.
E probabilmente anche se le avessi non le scriverei sul blog.
Su questo blog, che a volte mi chiedo che senso abbia tenerlo ancora in vita.
Ma che cmq, nonostante tutto , va avanti perché mi piace così. Con cose scritte a caso. Con post inutili e non. Con piccole verità e grandi menzogne.
Perché mi piace rileggere alcune emozioni. E più di tutto mi piace pensare a cosa scriverò, a quale sarà l’ argomento dei miei prossimi post, o quali parole userò la prossima volta che sarò innamorata o quando crederò di esserlo, o a come racconterò alcune giornate particolari.
E’ un modo per Sognare anche questo.
Altro non so fare. Posso essere bravina a immaginarmi storie, a raccontare le mie sfighe e a cercare di rendere a parole ciò che può esserci di carino e poetico nella realtà di ogni giorno, o a fare inutili post esistenzialisti incentrati su me stessa. Altro non so proprio farlo.
Parlare di cose serie per esempio.
Quando ero più piccola avevo un diario, e per fare un esempio stupido, non avevo raccontato molto sulla morte del mio vecchio gatto.
“ Un diario serve per ricordare i momenti belli della vita. E questo sicuramente non è un momento da ricordare …”
Raccontare dei successi … e dei fischi non parlarne mai … !
Eppure non è che non scrivessi dei miei problemi ( sono stata sempre piuttosto brava a fare la parte della pseudo- depressa ) Tutto rimaneva lì.
Nelle piccole cose. Nei dettagli. Nel bene e nel male.
A volte credo di avere una risposta a tutto. So che tendenzialmente è quella sbagliata, ma mi piace ragionare, teorizzare, entrare nei risvolti psicologici … alle volte consigliare. Dire tutto e l’ esatto contrario.
Ma poi ci sono volte come queste. Queste, da almeno 10 anni a questa parte, e tutto ciò che potrei dire è ogni volta, è che non ci sono parole. Che io non ne ho. Non ne ho più.
Per lui ormai non ce ne sono più.
Forse con il tempo. Cercheremo i moventi e le giustificazioni. Quando uscirò e vedrò che c’ è di nuovo il sole. Quando ovviamente torneranno a non essere più di tanto fatti miei. E avrò altri problemi e cose per cui gioire. So che succederà presto e non mi preoccupo neanche più di tanto.
E’ solo che come che come al solito ci credevo davvero che le cose potessero cambiare anche per lui …
o forse è anche questo solo egoismo, ma nel senso buono del termine.
Tutto ciò che mi lascia senza parole.
Ancora un mese.
Ancora un piccolo, breve, veloce e fottuttissimo mese.
Neanche 30 giorni.
Neanche il tempo di contarli.
Solo un mese.
Poi arriverà, anche per me, anche dopo questo lunghissimo inverno.
Arriverà

Primavera ...
Settimana scorsa pensavo di scrivere un post sul romanticismo.
Non faceva rima con cuore, né parlava di frasi cioccolatose, ma potrei persino ardire che l' argomento principale fosse quello che inizia con la prima lettera dell' alfabeto.
Leggevo poesie di Bukowski. e vedevo qualcosa di poetico nello squallore della realtà.
Mi sentivo una piccola Alice capitata per caso in una specie di paese delle Meraviglie in cui nulla o quasi la stupisce, e quasi nulla la spaventa.
Lo avevo già tutto in testa poi ... Nulla.
A seguito di alcuni avvenimenti, capitati questi ultimi giorni, avevo pensato di scrivere un post sulla politica.
O forse potrei persino ardire che l' argomento principale fossero gli Ideali, o meglio la crisi di questi ultimi .
Non guardavo telegiornali e se qualche volta mi capitava per sbaglio, lo facevo con occhio critico.
Ma sentivo che avevo bisogno di scrivere qualcosa di più attuale, di più sociale, qualcosa che riguardasse noi, il nostro paese, il nostro futuro.
Lo avevo già tutto in testa poi ... Nulla.
La verità ....? Mi sento ARIDA...

per fortuna il sole ... 