Oggi è una splendida giornata, fra poco mi vestirò, andrò in università, vedrò facce amiche e sarò felice. E allora forse non è oggi il giorno adatto a scrivere questo post,introspettivo, che avevo in cantiere da un po’… ma mi serviva un pretesto e ieri l’ ho trovato.
Ho capito tante cose in questo periodo, una di queste è che non potrei dire con esattezza quante volte mi sono innamorata nella mia vita, ma di certo non lo ero nei pochi momenti di intimità che ho vissuto con qualcuno. L’ ho capito perché non era il corpo a parlare per me ma il cervello. Sempre.
Questo è stato uno dei migliori inverni della mia vita. Forse perché anche le temperature sono state complici. Ma soprattutto perché sono stati i due mesi con più segni sull’ agenda di cose belle da fare. Prima di tutto lo spettacolo. Cellophane, accorgersi che mancavano poco più di due settimane e avevamo in programma solo due prove e allora inserire altre prove per quanto è possibile…e arrivare così al 23 febbraio in un tempo che passa così in fretta che ti chiedi come sia possibile. E poi i pomeriggi con greta a provare e fare le cretine con la r moscia, dove i problemi più grandi erano come accendere le luci e come far funzionare il lettore cd. Potrei elencare altre cose ma quello che voglio dire è che questo inverno quel senso di vuoto che di solito caratterizza le mie giornate anche quando sono insieme alla gente…l’ ho provato davvero poche volte.
Qualche settimana fa ho intravisto la sua ragazza.
Se fossi una persona normale questo post dovrebbe finire qua. Ma non è facile soprattutto quando il corpo ha deciso di non collaborare più con il cervello e le parole come al solito a uscire distorte rispetto al pensiero.
Mi ritrovo così stretta in un abbraccio, uno dei più belli, premendogli il viso sulla sua spalla per non scoppiare a piangere, mentre il mio cervello dice ora lo lascio ora la smetto e le mie braccia invece che stringono più forte. Mi ritrovo a guardarlo negli occhi a pensare “ scusa ne avevo bisogno” a sentire la mia voce che invece dice solo… “dovevo passare!”
No lo so, non ci starete già capendo più niente, ma come al solito in questi momenti scrivo per me. E’ difficile spiegare cose che non riesco a capire bene neanchio.
Forse questa volta è un po’ diverso perché ho sentito la presenza di amici vicino a me. Forse per questo è più facile. Forse è diverso perché è uno degli inverni più belli della mia vita e non me lo voglio rovinare. Però un po’ di male me lo sto facendo lo stesso.
La cosa più bella è stato vedere delle facce amiche in prima fila, persone che ti hanno detto forse veniamo… e sono venute veramente, tutte
La cosa più bella è stato il mio amico che nei saluti a fine spettacolo mi dice “ ma voi lo conoscevate quel ragazzo… luca? … la manu lo guarda “ ma allora non hai capito nulla dello spettacolo” il suo sguardo perplesso… la mia spiegazione “ ehm nel febbraio dell’ 86 non avevo neanche un anno…” “Oh… ah già”
La cosa più bella è stata fare i pronostici poco prima che iniziasse… io porto 4 persone, io 6... Saremo 150 …200...? E poi entrare e vedere che l’ auditorium era completamente pieno e anche i gradoni e si faceva fatica a scendere tra la gente… e a vedere così tanta gente ti si chiude lo stomaco ma ti da anche una grande forza immensa per fare lo spettacolo.
La cosa più bella son stati i baci perugina che ci hanno lanciato, la piantina … i complimenti, i ringraziamenti…
L a cosa più bella è stato vedere Roberto commosso.
La cosa più bella è stata che quella di cui non ci ricordiamo mai il nome proprio mentre stavo per andare via è venuta a salutare dare i bacini e dire siete stati bravissimi… ed è bello anche perché la prima volta che l’ avevamo conosciuta sembrava la più diffidente.
La cosa più bella è stata rivedere la mia ex prof di francese e scoprire che è ancora proprio come me la ricordavo…
La cosa più bella è che son caduta
Ma durante le prove e non durante lo spettacolo e questo è già buono, ma ieri mattina quando mi sono alzata, e mi faceva malissimo il piede quasi mi veniva da piangere… che volevo essere al massimo per lo spettacolo e non sono neanche riuscita a scrivere un post con data 23 febbraio…
Ma poi il pomeriggio piano piano mi passava e durante lo spettacolo… il male al piede non me lo ricordavo neanche più.
Ci son state un sacco di cose belle che non riesco nemmeno a elencarle tutte. Solo volevo scriverle per ricordarle.
Perché chi non ha memoria….
14 febbraio 2007
racconti di san valentino di una single per scelta ( ovviamente degli altri).
Mi alzo, abbastanza presto perchè' devo lavarmi i capelli, non ho mai tempo neanche per lavarmi i capelli ... e comunque devo uscire, ho promesso alla mia amica di sempre di accompagnarla da qualche parte, tanto per le 2 devo comunque trovarmi a milano. Arrivo sotto casa sua all' ora prevista le faccio uno squillo e come al solito aspetto.
di solito va così, che dopo 10 minuti mi risponde allo squillo, ma non arriva... allora io la chiamo per sapere dove è finita, lei risponde, …sto arrivando scusa il ritardo … se tutto va bene 10 minuti dopo arriva con tutte le giustificazioni possibili…
Ieri però dopo averle fatto lo squillo mi arriva un suo messaggio un po’ filosofico “ non è per il ritardo, ascolta vienimi incontro….” ???? non mi preoccupo perché la conosco ma non ho capito niente, cmq vado sotto casa sua. Per mezz’ ora ci urliamo dalla finestra o meglio io urlo lei parla normalmente, e io non sento niente. Finalmente mi dice di salire da lei … se non ti scoccia possiamo stare un po’ a casa mia , mangiare qualcosa qui ? Non ho proprio voglia di uscire.
Cretina! E non potevi scrivermi questo nel messaggio? Avrei detto si e sarei salita invece di farmi fare una figuraccia davanti a tutto il condominio. Cmq…dopo un po’ mi chiama mia mamma, dove 6? A casa della Ro’… si urla la mia amica..a festeggiare san valentino…
Parliamo, il fulcro del discorso è … certo che siamo cambiate, non siamo più le sfigate che eravamo a 13 anni… il fatto che però che è san valentino, che stiamo mangiando una pizza davanti a forum, parlando di ragazzi che non ricambiano il nostro amore…. Rende il discorso abbastanza paradossale.
Alle due ho l’ appuntamento con la mia bietola di provincia per le prove della scena. Ma alle due meno dieci sono ancora in tram, poco male perché mi chiama lei… sono in ritardissimo perché mi sono fermata a mangiare, sono in ritardo anchio ti aspetto alla fermata del tram. Conosco ormai i tempi del 24, perciò quando arrivo vado a bermi un caffè e non mi accorgo del messaggio che mi è arrivato. La aspetto per un po’ poi finalmente guardo il cellulare, “ ho rimediato un passaggio, troviamoci direttamente là” No ma io dico… le hanno fatte con lo stampino? … e poi perché tutte io le trovo? Devo aver fatto qualcosa di male nelle vite passate. Finalmente riusciamo a provare. Ma alle 4 e mezza dobbiamo lasciare la sala. Poco male ci andiamo a bere una cioccolata calda. e a parlare di libri che fa sempre bene all’ umore in queste giornate un po’ così. Arrivano presto le 6 e mezza. L’ ora di lezione. Sono felice e non ho nessun maledetto motivo di esserlo. No non è vero ne ho tanti, ma non è questo il punto.Riesco persino a rivolgergli la parola, e ad andarmene a metà del discorso, stavolta però è una strategia. Ho fatto dell’ ironia il mio punto forte. Chiedo un passaggio alla mia amica per tornare a casa. Stiamo un po’ di tempo a parlare con lui sulla porta. Rovina tutta la mia rassegnazione e depressione come al solito, con la frase finale. Ed io riinizio a farmi male, e a pensare alle altalene.
La cosa bella della vita è che dato un evento ormai programmato da tempo ci si puo immaginare 2000 alternative sull' esito, fantasticare sulle reazioni, ricostruire nei dettagli.....
ma bisogna star pur certi che per quanta fantasia si possa avere, e per quanto le alternative possano essere numerose... succederà sicuramente qualcosa di imprevisto che farà si che ciò che avverrà proprio non avresti potuto immaginartelo.
La cosa brutta della vita è che per quanto uno possa prepararsi ad un evevnto ormai programmato da tempo, con tutto lo scisma di risposte e giustificazioni possibili, sarà completamente inutile, poichè succederà sicuramente qualcosa di imprevisto e così ti toccherà affidarti, come al solito, alla grande dote dell' improvvisazione.
Ma quantomeno non ci si annoia mai.
non è possibile alla mia amica hanno disabilitato il telefono di casa così non posso neanche confidarmi con lei, continuare il racconto della mia storia , parlarle delle novità... o meglio come al solito autocommiserarmi pratica che mi riesce così bene.
Oggi pensando, ho riscontrato che io a lui non ho mai rivolto la parola. Non per prima almeno. Forse solo una volta, per chiedergli da dove veniva, ma nient' altro. Oggi pensavo che il mio massimo di dialogo che ho avuto con lui son state le risposte monosillabiche si, no e non so. Credo che la frase più lunga in assoluto che ho prononciato sia stata " sono davvero stanca stasera" subito seguita da " ora devo proprio andare".
Eppure io non credo che lui possa non avere capito.
Eppure il mio comportamento a questo punto è più che normale.
o forse è solo una questione di punti di vista.
E sicuramente il post che avevo in mente di scrivere era molto più bello e poetico ma di questi tempi al computer mi si annebbia la mente.